TIATI - Teanum Apulum Storie nascoste

Aggiornato il: 8 mar 2019

Una città sepolta sulle colline della Daunia, con un passato glorioso.

Torrione di Teanum Apulum - Tiati

Le Legioni del Console Claudio Nerone


Antichissimo centro Dauno, Tiati, fu conquistata dai Romani nel 318 a.c. nel corso delle guerre sannitiche assumendo il nome di Teanum Apulum. Fu municipium, con relativa autonomia amministrativa. Alla sua storia come città romana sono legati in modo indissolubile eventi importantissimi della storia stessa romana visto che proprio TEANUM APULUM, a causa della sua posizione strategica divenne importante centro militare romano e da dove parti, nel 207 a.c.

centoundici anni dopo la sua conquista, la controffensiva romana guidata, con due legioni, dal console Claudio Nerone contro l'esercito cartaginese di Asdrubale (242 - 207 a.C.), fratello del più celebre Annibale, giunto in soccorso del condottiero punico, e sconfitto e ucciso nella battaglia del Metauro (207 a.C.), nelle Marche.


C'è una versione che negli ultimi vent'anni sta prendendo sempre più piede, che vede Teanum Apulum, il centro più vicino alla battaglia fino a ieri denominata di Canne. Pare infatti che la famosa battaglia dove il condottiero Cartaginese diede sfoggio di tutte le sue più grandi doti da condottiere e stratega si consumò non vicino Canosa, a Canne della battaglia appunto, ma ai confini delle attuali regioni molisane e pugliesi, all'altezza della diga di Occhito. Tito Livio e molti altri, sono tutti concordi nell'indicare il luogo della battaglia a 5 giorni di marcia da Roma, ovvero a un massimo di 250 chilometri dalla città eterna. per Canne ce ne sono almeno cento in più. Ecco la descrizione di Strabone, massimo esponente storiografico dell'antichità: «Da Bari al fiume Aufìdus, su cui si trova il porto dei Canusiti, ci sono 400 stadi; per raggiungere il porto si risale il fiume per 90 stadi. Vicino c'è anche Salapia, porto della città di Argyrippa: non molto lontano dal mare, nella pianura, sorgono infatti due città, che furono un tempo le più grandi fra le Italiotidi, come mostra il loro muro di cinta: Canusium ed Argyrippa, che però ora è più piccola. ...Fra Salapia e Sipuntum c'è un fiume navigabile e una grande laguna». Parla del cambiamento di nome di Arpi, si sofferma a parlare di Drion con le sue sorgenti salutifere, di Lucera, dei culti e della leggenda di Diomede; del Gargano illustra il paesaggio e descrive l'economia, alla volta del promontorio cita Hyrium, piccolo castelletto di fronte alle isole Diomedee, e continua (VI,3,11): «Lo spazio che viene subito dopo il Gargano è occupato da un golfo profondo: sulle sue rive abitano gli Apuli propriamente detti... In tempi precedenti, dunque, l'intero paese era prospero ma fu poi devastato da Annibale e dalle guerre successive. Qui avvenne anche la battaglia di Canne»; segue l'indicazione del lago e di Teanum Apulum.



Strabone operò con rigore geografico soffermandosi anche sui particolari. Egli si intrattenne sulla zona ofantina ma nulla disse che avesse potuto implicarla in qualche modo nelle specifiche vicende storiche. Invece, di Annibale e della famosa battaglia egli parlò con certezza nell'ultima parte della settima regione, il territorio circostante il golfo che va dal Gargano e Buca, fra i Dauni e i Frentani. L'unico rimpianto che rimane, è quello di non aver avuto nei secoli, scavi archeologici importanti, che potessero testimoniare in modo convincente le diverse tesi, ma soprattutto la grandezza di questa terra e di questi popoli.


Appuntamento

Gargano in Digital Frac sarà l'11 maggio 2019 a Masseria Difensola,li dove un tempo c'era TIATI. Orario di inizio alle 18.00, Ci raccomandiamo la puntualità e la prenotazione che è sempre obbligatoria per tutte le date della rassegna.

Info 347.2221429

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